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PARCO delle RIMEMBRANZE

Il parco connette l’uomo alla natura, racconta il paesaggio potenziale dei luoghi. Il parco è strumento didattico, testimone del luogo.

Iglesias: la città e i cittadini si connettono con i luoghi.

Il parco

Uno spazio urbano innovativo, sostenibile e polifunzionale: in questo scenario si trovano immersi i visitatori del nuovo Parco delle Rimembranze di Iglesias.
La comunità cittadina e i turisti possono beneficiare, per la prima volta, di un’area di verde urbano omogenea e coerente con il contesto paesaggistico-naturale del territorio.

Si tratta di un progetto di riqualificazione ambientale e culturale a trecentosessanta gradi, reso possibile dal protocollo stipulato tra il Comune di Iglesias e la Portovesme Srl, e realizzato dal gruppo di ingegneri e architetti di Crùu, seguendo la filosofia operativa che guida i loro interventi.

Si tratta di un modus operandi replicabile per qualsiasi zona verde urbana che si voglia riconnettere con il luogo che la ospita. Sarebbe un ottimo risultato riuscire a creare, come passo ulteriore, una rete di comuni del Sulcis-Iglesiente che siano interessati ad adottare questa impostazione, in modo da pianificare una serie di interventi coordinati che rafforzino l’identità paesaggistica del territorio.

Riqualificazione

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Il nuovo Parco delle Rimembranze ha una posizione strategica nel contesto urbano: costituisce il miglior biglietto di presentazione della città per chi arriva da Cagliari e dai centri limitrofi passando per il viale Villa di Chiesa e rappresenta un’estensione funzionale del centro storico e di Piazza Sella, che dista meno di dieci minuti a piedi dal parco.

Grazie alle sue aree adibite a molteplici attività — fiere, esposizioni, musica dal vivo, svago, didattica, sport, giochi, solo per citarne alcune — potrà consentire il decongestionamento di una piazza che da sempre si identifica con il cuore pulsante di Iglesias. Riqualificare un’area significa contribuire a rendere di nuovo funzionale l’intero contesto urbano.

La storia

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Parco delle Rimembranze

L’area che ospita il parco ed il Viale della Rimembranza si trova fuori dalla cinta muraria medievale ed era parte della cintura rurale che circondava Iglesias. Probabilmente il paesaggio era quello del pascolo alberato a Quercus suber che ospitava agricoltura ed allevamenti.

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La Chiesa

Vero centro “eccentrico” del parco è la chiesa di Nostra Signora di Valverde, edificata nel XIII sec. su un piccolo colle che domina l’area. L’edificio in stile Romanico – Gotico fu edificato quasi contestualmente alla cattedrale di S. Chiara durante la dominazione pisana quando Iglesias era amministrata dalla famiglia Della Gherardesca.

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Il cimitero monumentale

Il cimitero di Iglesias venne inaugurato nell’agosto del 1835 in prossimità del lato est della chiesa di N.S. di Valverde. L’area cimiteriale venne ampliata a più riprese a partire dal 1850 ed ospita le opere dello scultore Giuseppe Sartorio (1854 – 1922).

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Il Viale della Rimembranza

Il Viale della Rimembranza fu allestito fuori dal nucleo abitato nel 1923 allo scopo di ricordare i caduti Iglesienti nel corso della prima guerra mondiale.

Il verde presente nel parco

Solo specie autoctone

L’idea progettuale più forte e caratterizzante è quella di allestire il parco creando delle macro aree paesaggistiche omogenee che rappresentino quattro paesaggi di riferimento:

  1. la foresta mediterranea a sclerofille;
  2. i pascoli alberati (che saranno distinti in tre sotto zone omogenee);
  3. la macchia mediterranea;
  4. la gariga.
Senso del parco e senso del luogo

In Sardegna, dai centri più piccoli fino a quelli più grandi, è possibile osservare delle dominanti ambientali che circoscrivono l’orizzonte: non esiste mai uno sfondo totalmente artificiale per chi alza lo sguardo. Un aspetto questo che concorre ad aumentare lo spirito di appartenenza nei confronti del territorio.

Seguendo questa linea di ricerca del senso del parco attraverso la ricerca del senso del luogo, sono state scelte le specie di piante per i moduli paesaggistici impiegati, facendo riferimento alle due serie vegetazionali che meglio identificano l’Iglesiente: la serie del leccio e quella della sughera. Volutamente non si citano singole piante ma moduli paesaggistici che ricreano microhabitat, nei quali i visitatori possono passeggiare come se fossero in campagna pur trovandosi in città.

Otteniamo così delle aree che forniscono un’ombra ristoratrice, costituite dalla foresta mediterranea a sclerofille (sughere, lecci e carrubi), dai pascoli alberati (sughere e ulivi) e dal bosco di lecci, mentre lungo i sentieri curvilinei di raccordo ci si imbatte nella macchia mediterranea, in prevalenza a base di lentisco.

Ripiantumazione e impianto ex novo
Si è proceduto alla ripiantumazione e all’impianto ex novo degli elementi arborei laddove mancavano o c’era solo da rinfoltire per ottenere l’effetto desiderato, ovvero favorire la coesistenza della vegetazione potenziale, quella che si svilupperebbe in futuro a partire dalle attuali condizioni, senza che intervenga la mano dell’uomo e non si riscontrino sensibili variazioni del clima.
Espianto delle specie invasive aliene

Altrettanto importante è stata l’operazione di espianto delle specie invasive aliene (alloctone), nello specifico la falsa acacia (Robinia pseudoacacia).
Le specie aliene — giunte dove si trovano a causa dell’azione dell’uomo — hanno un impatto fortemente dannoso sull’ambiente sotto molteplici aspetti: causano l’estinzione o la riduzione delle popolazioni vegetali native e della biodiversità locale; provocano costi diretti e indiretti più o meno gravi alle attività produttive e alle infrastrutture e costi dovuti agli impatti sanitari e alle azioni di mitigazione e controllo.

Vantaggi delle specie autoctone
Al contrario, le specie autoctone permettono di minimizzare i costi di gestione e aumentare la sostenibilità. Sono infatti più resistenti alle condizioni climatiche, richiedono un limitato apporto idrico, necessitano di una ridotta manutenzione (solo sfalcio e potatura), non hanno bisogno di fitofarmaci, diserbanti e concimi di sintesi.

Quadro normativo e didattica

L’equilibrio raggiunto dalla natura nei luoghi, prima che intervenga la mano dell’uomo, offre un modello a cui tendere in questo processo di recupero della vegetazione spontanea locale, con ricadute positive sul piano ambientale, economico e culturale. Immaginiamo, a questo riguardo, gli impieghi nella didattica per le scuole che visiteranno il parco e avranno così l’opportunità di rinsaldare il legame con uno spazio identitario della città.

Questo progetto, nell’incarnare la metodologia operativa di Crùu, è anche un significativo esempio di intervento che adotta l’approccio e l’indirizzo del redigendo Piano del verde cittadino, sia per quanto riguarda le tipologie di allestimenti che per la sua gestione. È infatti proprio sulla gestione che incidono le scelte della progettazione del Parco delle Rimembranze.

Scelte adottate per garantire che il parco sia gestito nel rispetto dei “Criteri Ambientali Minimi (CAM) per il verde urbano”, come disposto dal Decreto Ministeriale adottato il 4 aprile 2020. Ispirarsi a questi valori consente di accrescere non solo il capitale naturale, ma anche quello umano ed economico.
Un risultato ottenuto allineandosi al più completo quadro normativo vigente. Il progetto rispetta infatti:

Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile

Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici

Regolamento europeo sulle specie aliene invasive (IAS)

Linee guida per la gestione del verde urbano

Criteri ambientali minimi (CAM) per il verde pubblico

Piano paesaggistico regionale
della Sardegna

I vari utilizzi del parco

Le due grandi aree polivalenti potranno ospitare fiere, mostre, bancarelle, concerti, eventi pubblici occasionali o con una cadenza predefinita. L’accessibilità sarà garantita per tutti, senza alcuna barriera architettonica, lungo i percorsi pedonali curvilinei che collegano le varie parti del parco. Percorsi caratterizzati dall’omogeneità con le altre pavimentazioni e da una serie di anse ombreggiate che possono ospitare piccoli stand o semplicemente costituire spazi ospitali ad uso dei visitatori.

Un significativo lavoro è stato rivolto al Viale della Rimembranza, che delimita longitudinalmente il parco sul suo lato più ampio, e che veniva prima percepito come una realtà a sé stante. Ora è stato reintegrato attraverso appositi slarghi aperti tra i filari più ampi sul lato perimetrale, prima giacente in stato di completo abbandono.
È stata migliorata anche l’accessibilità all’area occupata dal chiosco, un altro punto di ritrovo collocato all’interno dei confini del parco.

Ampliamento

Lo spostamento delle siepi che delimitavano i parcheggi, l’inserimento di piccole aiuole di macchia mediterranea, l’uniformazione del colore del manto stradale a quello delle altre zone di passaggio fa sì che appena arrivati ci si possa già sentire all’interno del parco, con un ampliamento di fatto della sua superficie fino a 1,4 ettari. Tutti i materiali impiegati sono stati scelti per garantire il migliore compromesso tra sostenibilità economica e ambientale.

Verde e didattica

Il nuovo Parco delle Rimembranze di Iglesias costituirà un polmone verde polivalente in grado di ospitare molteplici attività rivolte al più ampio numero di visitatori possibile, dagli anziani ai bambini ai quali è rivolta un’attrezzata area giochi. Per loro si aprono nuovi orizzonti nella didattica e nella divulgazione relativa all’educazione ambientale e all’insegnamento della storia e dell’educazione civica, che trovano un riscontro immediato specialmente nel viale e nel cimitero monumentale: un’opportunità per imparare all’aria aperta, che si fa ancora più necessaria nella società che deve convivere con il Covid-19.

Foto del parco

© foto di Tamara Sini

L’opera è finanziata dalla società Portovesme srl come definito nella convenzione siglata con il Comune di Iglesias (D.G.C. n. 379 del 4.12.2019).